Torino-Catania. Le pagelle: Caceres meteora, Cerci ancora protagonista. Bianchi tra destino ed orgoglio

Torino-Catania. Le pagelle: Caceres meteora, Cerci ancora protagonista. Bianchi tra destino ed orgoglioTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 20 maggio 2013, 14:12Editoriale
di Riccardo Billia

Torino (5-3-2)

Coppola 5,5: si toglie la polvere dopo mesi di inattività. Il Catania lo punge due volte. E gli fa male.


Darmian 6,5: sprinta come se fosse agli inizi della stagione. Parte timoroso, poi innesta la quinta e regala degli spunti interessanti da metacampo in su.


Caceres 5: per rimpiangere Masiello ci vuole un sforzo non indifferente. Sguinzaglia Castro sul gol di Almiron. La ruggine è evidente, come la pochezza sotto ogni punto di vista, a parte quello professionale.


Ogbonna 5,5: negli ultimi tempi riesce sempre a macchiare una discreta prestazione con cantonate/errori evitabilissimi, come lo scontro con Rodriguez che agevola Bergessio sul gol. Chiude un’annata con poche luci e parecchie ombre.


Di Cesare 6: primo tempo in punta di piedi, ripresa un po' segnata da alcuni disimpegni imprecisi e tentativi di sfondamento falliti.


Rodriguez 6: bada al sodo senza lasciare tracce di eleganza. Roccioso come spesso lo abbiamo visto quest’anno,  va però ad impattare con Ogbonna sul raddoppio catanese. Una macchia sulla sua prova.


Bakic sv: l’analisi fredda sarebbe spietata, visti gli abbagli marchiani mostrati. Ma quando ti tremano le gambe per tutta la partita non puoi che accumulare tensione e stanchezza. Punto interrogativo da risolvere insieme alla Fiorentina (dal 69' Gazzi 6: ringhia senza strafare).


Vives 5: trotterella come sovente quest’anno ha fatto, senza inventare qualcosa di costruttivo (dal 45’ Brighi 6,5: un altro passo, un altro senso della posizione rispetto a (questo) Vives. Serve a Cerci l’assist del pareggio. Ribadiamo: giocatore da trattenere.)


Basha 6,5: nel primo tempo indossa i panni del pittore. Disegna alcune ottime parabole, mandando anche Cerci in gol. Dinamismo in quantità, si costruisce un finale di campionato in crescendo.


Cerci 7,5: per l’ennesima volta si è confermato l’uomo che cambia il passo al Toro. Rapidità, dribbling, senso del gol. Sfida Frison e lo infilza chirurgicamente con l’ottavo sigillo, e regala l'ultima gioia a Bianchi. Ha personificato la qualità granata per buona parte di stagione.


Jonathas 5: è penalizzato da un gioco alla camomilla, però è legnoso ed impacciato. Non incide una volta su un’azione offensiva (dal 50’ Bianchi 8: avrebbe distrutto anche una palla medica, con la rabbia che aveva in corpo stasera. Si autoproduce un palo e firma un gol che chiude il cerchio di un’esperienza durata cinque anni. Lo spirito Toro vive in lui, ma il tempo dei sentimenti è finito, purtroppo. Ora serve individuare chi potrà centrare l’obiettivo di superarlo, timbrando 78 volte il cartellino, mostrando non solo capacità tecniche, ma anche morali. Buona fortuna alla società).

 

All. Ventura 5: lasciare Bianchi seduto per oltre un tempo nella partita d’addio ha significato non aver compreso quello che il capitano ha rappresentato per cinque stagioni in casa granata. Il minimo sindacale è stato raggiunto, in termini di punti. Non sul terreno della determinazione. Nell’ultimo appuntamento stagionale in casa è mancato all’appello lo spirito che il pubblico chiedeva. E anche quello con la vittoria, ormai un ricordo lontano da queste parti.

 

Catania (4-2-3-1)

Frison 6, Bellusci 6,5, Izco 6, Spolli 6, Capuano 5,5 (dal 57' Augustyn 5,5), Biagianti 6, Almiron 6,5 (dal 49' Sciacca 6), Barrinetos 6, Castro 6,5, Gomez 6 (dall'88' Petkovic sv), Bergessio 7. All. Maran.