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Toro, parla Trombetta
05.03.2010 17:58 di Marina Beccuti   articolo letto 679 volte
Fonte: Federico Freni per www.carlonesti.it

E’ la vigilia della partita contro il Frosinone ma nell’ambiente Toro non si può non discutere della situazione societaria. Dopo l’intervista della scorsa settimana nella quale il presidente ha ufficializzato l’intenzione di vendere il club, la ridda di voci, chiacchiere e polemiche è aumentata in misura incessante.

Il tifo granata è sostanzialmente diviso in cairoti ed anti-cairoti e lo si è potuto ampiamente notare anche alla presentazione del libro “Peripezie Granata” di Michele Ruggiero e Stefano Tallia, allorquando una serata piacevole e tranquilla si è arricchita di passaggi anche polemici e “frizzanti (cfr. articolo in “Editoriale”).

Cairo si o Cairo no? Cairo vende o Cairo non vende? Ma soprattutto: “E nel frattempo Cairo che fa” ?

Dopo la campagna acquisti di Gennaio all’insegna del risparmio (eufemismo) fondato sul reclutamento di calciatori di basso profilo e dopo l’espressa intenzione “irrevocabile” di cedere la società, molti tifosi hanno temuto una sorta di disimpegno di Urbano Cairo, stufo di spendere denari accumulando fallimenti sportivi e danni all’immagine.

Disimpegno che ha voluto smentire ieri sera l’avvocato Trombetta, consigliere del Torino Fc e uomo di fiducia del presidente, intervenuto telefonicamente in diretta alla trasmissione televisiva di Quartarete “Granata Doc” condotta egregiamente da Carlo Testa.

Un atto insolito, quello dell’avvocato, solitamente restio a prendere posizione nei dibattiti televisivi e proprio per questo ancor più significativo.

Trombetta ha voluto sottolineare due concetti ben marcati e piuttosto chiari.

1)“Il presidente ha indubbiamente commesso degli errori in questi cinque anni ma è pur vero che i bilanci della società sono a posto. Cairo, infatti, è una persona seria e sotto questo aspetto nessuno può dire il contrario. Ha dichiarato di essere disponibile a cedere la società, è vero, e qualora riuscisse a venderla, lo farebbe solo per il bene del Toro. Se invece non vi riuscisse, continuerà ad agire seriamente per il bene della società”.

2)Per quel che riguarda il Filadelfia e lo stadio Olimpico, il problema deve essere risolto prima dal Comune. Man mano che passa il tempo veniamo a conoscenza di situazioni spinose. Per poter intavolare discorsi propositivi si devono muovere prima in Comune”.

Parole secche e precise, quelle dell’avvocato, che non possono non connotarsi di una certa ufficialità. Cairo, dunque, anche tramite il proprio consigliere, fa nuovamente sapere che mai lascerà la nave alla deriva e che fino a quando occuperà la poltrona di presidente granata, garantirà la società dal punto di vista economico con bilanci saldi, stipendi pagati e debiti saldati, cercando di “fare il bene del Toro”.


“Una persona seria che fa il bene del Toro”. La grande paura dei tifosi granata sta proprio attorno a questa considerazione: la possibilità che dopo Cairo ci sia il nulla, e che soltanto grazie all’imprenditore alessandrino il Torino possa continuare ad esistere, nel bene o nel male.

La paura di ritornare all’Agosto del 2005 è dietro l’angolo ed il concetto “meglio un Cairo oggi che un Toro scomparso domani” è largamente diffuso in quella parte della tifoseria granata che ancora oggi, dopo il perpetuarsi di fallimenti sportivi, confida e spera nelle gesta del Grande Comunicatore.

Un timore, lo ripetiamo, legittimo su cui certamente Cairo sa di poter fare leva per riconquistare i favori della piazza, comunque mutevoli.

A margine di ciò, nel frattempo, sul quotidiano Tuttosport continua da giorni la 'querelle' di un presunto compratore, la famiglia Tesoro, disposto a trattare con Cairo l’acquisto della società. Ed è di stamattina la notizia di un possibile/probabile incontro tra le parti che dovrebbe concretizzarsi la prossima settimana.
Intenzioni reali o soltanto un bluff pubblicitario (ampiamente smentito dai Tesoro)?

Pensare al Frosinone. Questo è l'imperativo. Almeno per la squadra... .


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